#44 Ti vedo già stanca
Wintering: abitare noi stesse d'inverno. Siamo nella stagione in cui nutrire le radici di silenzio, stasi e riposo. E invece... l'anno è appena cominciato e io ti vedo già stanca. Sbaglio?
Ciao sono Nina Gigante, una giornalista, Holistic Nutritionist for body and soul® e Integrative Health and Wellness Coach (UK, USA). Sono membro dell’AIHC (Associazione Italiana Health Coach).
Ogni giovedì qui troverai spunti di benessere integrato che spaziano tra Oriente e Occidente e, saltellando tra pratiche millenarie e le più recenti scoperte scientifiche, ti aiutano a tornare a casa da te stessa. Non per diventare la "versione migliore di sé”, ma, al contrario, per stare meglio con ciò che si è: anche questa è Medicina.Terracielo usa, fin dalla prima puntata, il femminile sovraesteso.
"Io so che tu sei come me, è inutile parlarne ancora. Io so che tu sei come me, sei carne e sangue e. Preferisci i silenzi che ti sanno parlare. Preferisci osservare i silenzi, tu.”
Paolo Benvegnù, Preferisci i silenzi
[ciao Paolo, ci manchi già]
Ti vedo stanca. Negli ultimi giorni, ti ho visto fare bilanci, consuntivi, mood board, dream board, vision board. Ti ho visto affannarti a compilare elenchi di cose che vuoi fare nei prossimi 12 mesi, scrivere intenzioni, buoni propositi, lettere a te stessa da aprire il 31 dicembre del prossimo anno.
Ti ho vista iscriverti in palestra, riempire il carrello di verdure per “rimediare agli eccessi” dei giorni appena trascorsi, comprare un diario su cui fare Journaling al mattino e uno su cui scrivere le cose per cui sei grata prima di andare a dormire. Ti ho vista sfogliare calendari e calcolare ponti e vacanze, creare budget, preventivi di spese e incastrare impegni di tutta la famiglia. Beh, mi sa che ho ragione a vederti stanca.
Non ho passato molto tempo sui social (di cui sono sempre più stufa, ma lasciamo questo tema per una prossima Terracielo) eppure, ogni volta che - per abitudine o indolenza - mi sono ritrovata a scrollare pigramente Instagram, l’ho richiuso con un sentimento strano. Una vertigine di affanno misto a immobilità.
Avevo la sensazione che io, spaparanzata sul divano di Giulia, dopo una giornata di giochi sulla neve, pranzi nei rifugi e caffè con panna, fossi l’unica a stare ferma.
Avrei dovuto sentirmi in colpa per tutto questo mio non-fare-niente?
Per questo mio stare senza programmare, calcolare, compilare, “manifestare”? (anche qua, prima o poi ne parliamo di sta’ smania di manifestare che v’è presa a tutte).
Sono andata a letto con questa domanda sorda, che premeva sulla bocca dello stomaco. Al mattino, ho trovato la risposta accanto a una tazza di caffè. Arturo e Mattia, il marito di Giulia, erano incantati dall’alba che sorgeva fuori dalla finestra della sala da pranzo. Questa:
La luce filtrava attraverso le montagne mute, addormentate sotto la neve che sembrava senza peso. Gli abeti, vestiti di cristalli di ghiaccio impercettibili, erano guardiani silenziosi, custodi di chissà quali segreti. Tegole e fumi dei comignoli disegnavano una scacchiera strana, una trapunta costellata di diamanti appena scivolati dalle nuvole.
L’aria era freddissima, ma limpida, pulita, esatta, come se il respiro del mondo fosse, all’improvviso, pacificato. Non si sentivano uccelli, macchine, voci. Tutto sembrava dormire: le volpi nelle tane, le mucche nelle stalle, uomini donne e bambini (a parte il mio!) nei loro letti, semi sotto la terra. Tutti respiravano, al caldo, da qualche parte.
Quello stesso caldo che ho sentito io, quando, richiusa la finestra, ho cominciato ad affettare il pane, preparare le tazze e scaldare il latte d’avena per fare colazione con i miei amici.
Mi sono sentita sostenuta della forza dell’inverno, una stagione che forse apprezziamo meno dell’esplosione di colori della primavera o di calore dell’estate. Dalla sua solidità, dalla sua maestosità sicura, dalla sua profondità quieta. Siamo piccole, è vero, viviamo nelle città e non nelle tane, ma anche noi siamo parte di tutto questo. E abbiamo bisogno di riposo e di silenzio, proprio come quegli alberi, quegli animali, quelle nuvole, quei semi, quelle montagne.
Mi sono sentita sorretta dalla sensazione che, per una volta, fosse già abbastanza essere. Senza bisogno di fare un bel niente.
Scoprire il potere del Wintering, l’arte di abitarci negli Inverni, non solo metereologici, della nostra vita. Anche questa è Medicina. Cominciamo.
Wintering. Il potere dell’inverno
“Se smettiamo di pensare che vorremmo fosse estate, l’inverno può rivelarsi una stagione magnifica. Rallentare, riflettere, riposarsi sono atti essenziali e oggi profondamente radicali” ha scritto Katherine May in D’inverno (Tea), un romanzo-saggio di cui ho scritto due anni fa su Donna Moderna e che, in inglese, ha un nome bellissimo, molto più esatto e calzante della sua traduzione italiana: WINTERING.
Un gerundio (e non un sostantivo), una sorta di “invernare”: un “attraversare il proprio inverno”, un “farsi inverno”.
In Wintering, May scrive del potere del riposo e dello “stare” nei momenti difficili, quelli in cui - fuori di metafora - di solito contiamo i giorni che mancano alla primavera. Non si tratta, ovviamente, semplicemente di vivere in armonia con la natura, ma di imparare che i momenti d’inverno (le difficoltà, i momenti cupi) sono parte naturale della vita. Che abbiamo bisogno di rallentare, riposare; di accettare la nostra vulnerabilità (non siamo macchine sempre accese, come il turbocapitalismo e l’ossessione per la produttività ci ha convinto di essere) e i momenti necessari di apparente niente. Quelli in cui niente fuori si muove perché tutto cova dentro.
Ho sottolineato un sacco di frasi, te ne riporto alcune (la traduzione è mia, perché l’ho letto in Inglese):
"Piante e animali non combattono l’inverno; non fingono che non stia accadendo e non cercano di continuare a vivere nello stesso modo in cui vivevano in estate. Si preparano. Si adattano. Compiendo straordinari atti di metamorfosi per affrontarlo. L’inverno è un momento di ritiro dal mondo, di massimizzazione delle scarse risorse, il momento di compiere atti di brutale efficienza e di sparire alla vista; ma è proprio lì che avviene la trasformazione. L’inverno non è la morte del ciclo della vita, ma il suo crogiolo."
"Mi sono assicurata di mangiare bene e di dormire a sufficienza. Mi sono concessa passeggiate all’aria aperta e ho trascorso del tempo facendo cose che mi davano conforto. Mi sono chiesta: di cosa parla questo inverno? Mi sono chiesta: quale cambiamento sta arrivando?"
"Il problema con il 'tutto' è che finisce per somigliare terribilmente al nulla: un’unica lunga nebbia di attività frenetica, da cui ogni significato è stato strappato via. Il tempo è passato così in fretta mentre crescevo un figlio, scrivevo libri e lavoravo a tempo pieno – un lavoro che spesso invadeva i miei weekend – che non riesco nemmeno a darne conto. Gli anni precedenti non sono esattamente un vuoto, ma certamente una sfocatura, una sfocatura stranamente priva di significato, a parte un senso disperato di sopravvivenza."
"L'inverno porta con sé alcuni dei momenti più profondi e significativi della nostra esperienza umana, e la saggezza risiede in coloro che hanno attraversato il proprio inverno."
― Katherine May, Wintering: The Power of Rest and Retreat in Difficult Times
L’Inverno, per le Medicine Orientali
“Per migliorare nell’arte del 'wintering', dobbiamo affrontare la nostra stessa idea del tempo. Tendiamo a immaginare che le nostre vite siano lineari, ma in realtà sono cicliche […] Ci sono stagioni in cui fioriamo e stagioni in cui le foglie cadono da noi, rivelando le nostre ossa nude. Datevi tempo: ricrescono" continua May.
Una certezza che le Medicine Orientali hanno da sempre. Non a caso, per l’Ayurveda, la Medicina Tradizionale Cinese e la Macrobiotica giapponese questa è la stagione cruciale per la rigenerazione profonda della nostra energia, impossibile senza momenti di raccoglimento e riposo.
In Medicina Cinese e Macrobiotica, per esempio, l’Inverno è associato all’elemento Acqua e rappresenta la profondità, la fluidità calma, la quiete, la potenzialità latente.
Simbolicamente, l'inverno rappresenta il momento in cui l'energia sta, si concentra per prepararsi - poi - alla rinascita. È la stagione la cui medicina è rallentare, ascoltare il proprio corpo e coltivare il mondo interiore: non a caso è connesso ai Reni, considerati la sede della vitalità (il Jing, l’essenza vitale). Durante l'inverno, è fondamentale preservarli con un riposo adeguato e uno stile di vita che permetta al Qi di raccogliersi in profondità per prepararsi alla rinascita in primavera.
Per questo: alto che ammazzarsi di tapis roulant o di insalate crude e scondite! È la stagione dello Yin per eccellenza e, per bilanciarla, abbiamo bisogno di consumare cibi caldi, nutrienti e ricchi di energia Yang, come zuppe, stufati, radici e cereali integrali. Alimenti salati e di colore scuro (come miso, alghe, legumi neri e sesamo nero) che sostengono l'elemento Acqua e i nostri reni.
Da dieci anni, conservo un ritaglio di un articolo del Guardian che ho letto, il 2 gennaio 2014, mentre salivo su un aereo che da Londra mi avrebbe riportato a Milano: "Could January be the worst time to start a diet?".
Le Medicine Orientali e le montagne davanti a casa della mia amica Giulia direbbero di sì.
Non aver paura del tuo inverno. Stai. Anche questa è Medicina.
A giovedì prossimo.
Titoli di coda (link utili):
Wintering, il libro di Katherine May di cui ti ho parlato: edizione inglese - edizione italiana
Anche Giulia Scarpaleggia Jul’s Kitchen ha dedicato la sua ultima newsletter al libro di Katherine May e, più in generale, alla gioia di non dover per forza “fare cose” per stare bene: la trovi qui .
C’è tantissimo lavoro dietro ogni puntata di Terracielo: se ti va, cliccando qui puoi offrirmi un cappuccino d’avena. Questa settimana anche un caffè con panna di montagna in un baretto in legno.
*Your Inner Alchemy:
Cosa immagini per te stessa nel 2025? C'è un’evoluzione che desideri intraprendere nel tuo percorso di salute o nel modo in cui compi piccole scelte quotidiane? Con il mio background come Holistic Nutritionist for Body and Soul® e Certified Health and Wellness Coach (UK, USA), sarò felice di aiutarti a tracciare la strada, passo dopo passo. Perché la bussola del 2025 punti verso il tuo vero nord.
Attraverso la lente e la diagnostica delle Medicine Orientali e gli strumenti dell’Integrative Nutrition Health Coaching, non cureremo malattie, ma ci prenderemo cura di ciò che sei, aiutandoti a rimetterti in connessione profonda con la tua Alchimia interiore.
Se senti che questo approccio può fare la differenza nella tua vita e sei pronta per un 2025 davvero trasformativo, contattami via email [ ninagiga82@gmail.com ] per scoprire come funziona e capire se sono la persona giusta per te.







Mi vedi già stanca? Eh sì, o meglio, ancora stanca, perché questi ultimi giorni dell'anno mi hanno provata. Però di riprendermi un po' nei prossimi mesi prima della primavera. Ho proprio voglia di stare, di covare, senza covare null'altro che me stessa, per stare quieta e in ascolto. Possibilmente con una zuppa calda e un pane appena sfornato!
E grazie per il link condiviso!
E invece sì,
bisogna amarla la vita
dalle infinite altezze del cielo
fino ai profondi abissi della terra,
poiché c'è un solo viaggio
da fare
con tutte le stagioni del cuore da vivere
e infinite poesie
ancora da scrivere.
A lume di candela.
Azzurra dei Castelli 🌊⛵🏰